Complottismi 3.0

Leonardo Bianchi e Caterina Suitner donano al pubblico del Festival le chiavi di lettura per orientarsi in un mondo troppo spesso sfuggevole ed ipercomplesso

di Eugenio Alunni e Giovanni Mogetti

Mercoledì 6 aprile – La prima giornata del Festival internazionale del Giornalismo ha saputo regalare degli incontri stimolanti e sempre attuali: ne è una riprova quello tenuto all’Hotel Brufani, incentrato su una tematica universale come quella delle teorie del complotto.

Ospiti e protagonisti dell’appuntamento sono stati Leonardo Bianchi, giornalista, blogger ed autore del libro “Cronache dal mondo capovolto” e Caterina Suitner, docente di Persuasione e Influenza Sociale, Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni e Social Network Analysis all’università di Padova. Al primo è spettato il compito di aprire il panel, mettendo in evidenza come il problema delle teorie cospirazioniste, nonostante la sua radicalizzazione nella storia, abbia potuto ritagliarsi un posto centrale nel dibattito pubblico e nella società odierna anche nei primi anni del Ventunesimo secolo.

Uno scenario, questo, ulteriormente aggravatosi con la comparsa della pandemia che, nell’ultimo biennio, ha generato una pericolosa “singolarità complottista”, come definita dallo stesso Bianchi, caratterizzata da una vorticosa alleanza di innumerevoli teorici appartenenti ai più disparati cospirazionismi, tra seguaci di Qanon, ufologi, attivisti 5G o “semplici” No Vax. Un melting pot che si è imposto con forza e di cui tutti siamo stati testimoni nelle piazze e a livello globale, tramite manifestazioni e, in casi più allarmanti, veri e propri assalti, come quello al Reichstag dell’agosto del 2020, a cui ha fatto seguito l’ancora più celebre e violento attacco a Capitol Hill da parte di estremisti repubblicani, aizzati dal controverso Donald Trump.

Se, in un primo momento, tutte queste violente controffensive ci sono sembrate impossibili esse, secondo l’analisi della Suitner, sono state d’altra parte motivate dal bisogno intrinseco e strettamente umano di appartenenza ad un gruppo, contraddistinto dalla coalizzazione di un certo numero di individui contro un nemico comune, identificato nei vari Governi del mondo, nell’informazione e in molteplici esempi diversi, a seconda dei casi più o meno complessi. Difatti sono proprio i momenti di crisi, in cui la paura e l’incertezza la fanno da padrone, a fomentare la proliferazione di teorie cospirazioniste, con la conseguente ascesa sempre più frequente di leader forti, che impersonificano esattamente ciò che il popolo vuole sentirsi dire attraverso inganno e falsità, alimentando un meccanismo paradossalmente autodistruttivo per la società stessa.


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