Le donne che hanno raccontato la guerra

Oriana Fallaci, Giuliana Sgrena e Ilaria Alpi lette ai ragazzi. Giornaliste che raccontano altre giornaliste a fumetti

di Giulia Polizzi

Mercoledì 6 aprile – Prima giornata intensa al Festival del Giornalismo a Perugia, che ha dedicato un Panel alle donne che hanno raccontato la guerra. Ci si potrebbe chiedere perché raccontare storie così importanti attraverso un volume a fumetti, la risposta è semplice: negli ultimi anni le nuove generazioni hanno riscoperto la grafic novel. Attraverso un lavoro corale delle giornaliste Eva Giovannini, Sara Dellabella e Lucia Guarano con i disegni di Mattia Ammirati e Michela Di Cecio è nata la prima collana di Grafic Journalism utilizzando lo stile del “fumetto d’inchiesta”; uno strumento formidabile per avvicinare i giovani e raccontare attraverso le immagini storie importanti.

Eva Giovannini, giornalista di Rai News 24, ha scelto di raccontare il triennio 1967-1969 di Oriana Fallaci che per molti anni è stata l’unica donna italiana inviata al fronte. La guerra in Vietnam di quegli anni è stata decisiva sia per la carriera della giornalista, che per la sua vita privata. La Fallaci viene raccontata attraverso le immagini della ventiduenne Michela Di Cecio, che ha colto l’anima forte della giornalista conoscendola attraverso il progetto, libera dalle infrastrutture mentali e dai preconcetti, diventando la sua più stretta confidente.

La guerra in Vietnam ha segnato una svolta a livello giornalistico, Giuliana Sgrena, giornalista de “Il Manifesto”, ci racconta come è nata quella che viene definita “deterrenza informativa”. Gli eventi della guerra riportati dai giornalisti hanno portato l’opinione pubblica a insorgere contro la guerra e a mettere termine alle azioni violente. Successivamente nasce la figura del giornalista “embedded” formato e addestrato nelle azioni militari per affiancare le truppe, con la speranza di controllare l’in-formazione. Questo non è avvenuto, la Sgrena ha raccontato quindi il suo periodo di prigionia e la sua forza di non chinare la testa neanche di fronte ai suoi rapitori.

Chiude questa sessione intensa la giornalista Lucia Guarano, coordinatrice della collana e autrice della storia di Ilaria Alpi. Un’opera, questa, che vuole denunciare il depistaggio perpetrato sulle in-dagini per risalire alla verità sulla sua morte. Trenta anni fa Ilaria Alpi scopre in Somalia come i soldi di una importante cooperativa vengano usati per lo smaltimento illegale di rifiuti tossici e radioattivi e per la compravendita di armi. La sua voce è stata schiacciata e non ha ancora ricevuto giustizia.

Un incontro interessante, un racconto appassionato, che ha mostrato l’importanza del ruolo del giornalista sul campo.


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