Rana Ayyub e la verità del giornalismo indiano

La giornalista racconta della sua lotta aperta contro gli abusi, le minacce e le intimidazioni dello Stato

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di Giulia Polizzi e Fiorenza Venti

Venerdì 8 aprile – Il panel che si è svolto all’Auditorium di San Francesco al Prato si è incentrato sulla figura di Rana Ayyub: giornalista investigativa indiana indipendente che si batte per far emergere la verità sulla condizione dei Musulmani e dei giornalisti in India.

La Ayyub ha iniziato l’incontro con un accorato monologo che ha evidenziato le violenze fisiche e psicologiche subite in prima persona e dai suoi colleghi, per aver voluto raccontare la verità sugli efferati genocidi compiuti dal Primo Ministro indiano Narendra Modi contro la popolazione musulmana. Queste ritorsioni sono compiute anche nei confronti dei familiari con lo scopo di intimidirli e mettere a tacere la loro voce.

La protagonista dell’incontro racconta che la sua vocazione a diffondere la verità su ciò che accade realmente nel suo paese è nata durante un’inchiesta che indagava sui genocidi e le estradizioni dei verso i musulmani, effettuata sotto copertura e durata 8 mesi che, tuttavia, non fu mai resa pubblica dalle testate locali causandole una forte frustrazione. E’ da lì che è iniziato il suo calvario ma anche la sua missione.

Decise a quel punto di autopubblicare l’inchiesta grazie all’aiuto economico della famiglia e per questo le persecuzioni da parte del governo iniziano ad aumentare tanto da impedirle di uscire liberamente di casa, di vedere in pubblico amici e familiari e viene vessata sui social attraverso la pubblicazione di un falso video porno con il suo volto. La strategia utilizzata è quella dell’umiliazione e della privazione dei fondamentali diritti civili: non può più compiere un viaggio fuori dal paese senza essere arrestata al suo rientro.

Per la sua integrità ed eccellenza nel giornalismo ha ricevuto nel 2018 il premio “Most Resilient Global Journalist”. Ma Rana Ayyub ha voluto sottolineare in maniera decisa che non vuole essere definita nè resiliente nè coraggiosa, perchè raccontare la verità dovrebbe essere la norma nella professione giornalistica senza aver paura per la propria incolumità e chiede ai media internazionali di non abbandonare i giovani giornalisti indipendenti dell’India.


Guarda il video integrale dell’incontro: