Schwa e cultura queer: conoscere per non avere timore

Le Karma B e Vera Gheno, moderate da Pasquale Quaranta, discutono di una lingua che cambia e diventa inclusiva

di Fiorenza Venti

Sabato 9 aprile – Nella Sala dei Notari si è tenuto l’incontro con le Karma B e Vera Gheno, che ha riempito i posti in sala. Le prime sono una coppia di Drag Queen, la seconda è una sociolinguista specializzata in linguaggio di genere.

Al centro di questo panel c’è l’intenzione di spiegare sia a livello scientifico che sociale, l’importanza di una lingua che cambia e dell’uso di un linguaggio inclusivo nell’informazione e nella vita di tutti i giorni.

Vera Gheno pone subito l’attenzione su un simbolo fonetico che in tempi molto recenti ha dato vita ad un forte dibattito: la schwa. Questo simbolo, che si rappresenta con una una e rovesciata, circola da anni nelle comunità LGBT+ del mondo che, percependo come limitante la distinzione binaria maschio/femmina, hanno sentito la necessità di trovare un genere neutro alle parole, che non ingabbiasse le sfaccettate identità dell’essere umano in due soli schemi. La Gheno spiega ancora come il binarismo di genere è un concetto sviluppato solo nel XVIII secolo, come frutto di scoperte mediche nei campi della genetica e dell’anatomia. La medicina, tuttavia, oggi ha mostrato come il sesso biologico non è necessariamente binario ma si intreccia con un’altra dimensione: l’identità di genere. Ed è per questo che “una lingua che si struttura solo su maschi e femmine è antica” mentre la società, però, avanza e segnala le nuove esigenze.

Si tratta, spiegano le Karma B, di esigenze legate alla visibilità: dando un nome alle cose e alle persone queste iniziano ad esistere, perché se rimangono invisibili ed innominabili sono costrette ad essere emarginate nel linguaggio e della società; si tratta, quindi, di un’esigenza che viene dai parlanti stessi.

In questo panel viene anche spiegato quanto sia importante dare spazio e visibilità alla cultura queer nei media mainstream, soprattutto quando lo si fa nel modo giusto: le Karma B, infatti, non scendono a compromessi quando vengono invitate nelle trasmissioni televisive e propongono spettacoli che uniscono intrattenimento ed ironia, rottura degli stereotipi e divulgazione di argomenti ancora troppo nell’ombra.

Alla fine, da questo formativo dialogo, spicca fra tutti un concetto: la schwa e qualsiasi linguaggio inclusivo è importante tanto quanto il + alla fine dell’acronimo LGBT, poiché è così che si indica un’apertura a chiunque senta il bisogno di far sentire la propria voce e che si dà totale dignità ad ogni singolo essere umano.


Guarda il video integrale dell’incontro: