“Come si fa informazione in un mondo come questo?”

Un dibattito pungente su come e perché è cambiato il modo di informare oggi

di Giuliana Ferraro

Venerdì 8 aprile – La suggestiva cornice dell’auditorium di San Francesco al Prato ci regala un dibattito forte, a tratti cinico, che mette a nudo la realtà dell’informazione italiana.

A prendere la parola due esperti del settore: Mario Calabresi, giornalista e scrittore, nonché direttore di Repubblica dal 2016 al 2019, e Paolo Giordano, scrittore di bestseller come “La solitudine dei numeri primi”.

La riflessione parte dai due eventi che hanno sconvolto la storia contemporanea: il covid prima e la guerra poi. Questi avvenimenti, impensabili fino ad appena tre anni fa, hanno portato ad un grande coinvolgimento emotivo da parte di molti, ma anche al rifiuto di esso da parte di altri.

È proprio su queste due linee che si sviluppa il dibattito. La domanda che inizialmente sorge spontanea è: “com’è possibile negare?”. Ci risponde Mario Calabresi: “Negare questi cambiamenti serve a prendere le distanze da questa realtà, chi nega ha il lusso di non sentirsi coinvolto”. Con la pandemia questo meccanismo è stato quasi semplice; è un virus che non si può vedere, non abbiamo assistito in prima persona alle migliaia di morti, “ad un certo punto era come se due treni deragliassero ogni giorno e tutti i passeggeri morissero. Ma noi non avevamo un luogo unico che ci aiutasse ad affrontare questa perdita.”

E invece la guerra? Forse la più mediatica di sempre? Com’è possibile negare? Qui si entra in un universo alternativo, dove le bolle di risonanza non creano opinioni, ma veri e proprio fatti alternativi. La volontà di non essere coinvolti, di non accettare che ci sia una guerra a poche centinaia di chilometri da noi, porta alla totale negazione dell’evidenza.

È anche vero che, con l’avvento del Coronavirus prima e con la guerra poi, abbiamo assistito ad una totalizzazione dell’informazione, per mesi c’era un solo argomento di interesse, non lasciando quel minimo di distacco necessario che ci rende in grado di elaborare le informazioni.


Guarda il video integrale dell’incontro: