Umorismo e ironia, le due chiavi per rappresentare la propria coscienza

Michele Rech e Valerio Mastrandrea si raccontano attraverso i loro personaggi: Zerocalcare e l’Armadillo

di Giulia Polizzi e Chiara Raffone

Sabato 9 aprile – Un incontro speciale quello svolto al Teatro Morlacchi con protagonisti Zerocalcare e Valerio Mastandrea con il moderatore Oscar Glioti. Tra battute e ironia sono emerse molte riflessioni interessanti sul rapporto sia tra loro che con la stampa.

Nel novembre del 2021 esce la serie su Netflix “Strappare lungo i bordi” simultaneamente in 200 paesi. Mastandrea scrisse a Zerocalcare: “Da oggi indietro non si torna!” la risposta di Michele non si fece aspettare: “Ma de che oh! Ci saranno 24 ore di social intasati e poi di nuovo tutto come prima”. In realtà il successo non ha fatto altro che crescere esponenzialmente. Zerocalcare, infatti, spiega come credesse di aver imparato negli ultimi 10 anni come rapportarsi con la stampa e con i social ma non è così. Infatti, il giorno dopo aver condiviso un Twitter, le testate giornalistiche online fanno uscire un titolo in cui si parla di duello su Twitter, è qui che dice di aver imparato di dover stare ancora più in silenzio di prima.

Nei suoi fumetti Zerocalcare rappresenta la propria coscienza invertendo un luogo comune narrativo per cui la coscienza solitamente spinge a fare la cosa giusta, ottenendo una coscienza cinica, truffal-dina e vigliacca nel personaggio dell’armadillo doppiato da Mastandrea, che scherzosamente la de-scrive come una flessione della propria carriera, ma che poi definisce come una rivoluzione interiore. L’armadillo rappresenta solo una parte della persona che è Zerocalcare che si descrive come il pro-dotto tra la coscienza e sua madre.

Mastandrea fa appello ai titolisti dei giornali asserendo che quello di cui lui, e chi come lui, si preoc-cupa, non sono tanto i virgolettati che si trovano all’interno dell’articolo, quanto il titolo stesso che viene pubblicato, poiché «oggi un titolo sbagliato fa molto male alle persone». Zerocalcare continua dicendo che vorrebbe far uscire una rubrica di vignette fisse in cui il suo personaggio pronuncia i virgolettati che gli vengono associati; un modo per ironizzare sulle frasi che gli vengono attribuite dai giornali.

L’incontro si conclude con una riflessione sul percorso artistico di Zerocalcare. Racconta come i primi anni si è avvicinato al pubblico, attraverso i suoi personaggi e il suo linguaggio, con l’intento di prenderlo per mano, entrare in confidenza e portarlo a riflettere su temi di importanza sociale. Ammette che è stato un progetto decennale e non senza difficoltà, poiché, come dichiara Michele: «viviamo in un sistema dove quello che vende è insindacabile, ti censurano se quella roba non ti fa fare soldi, altrimenti sei accettabile».

Ciò che accumuna Zerocalcare e Mastandrea è l’ironia, come d’altronde hanno affermato, la forza dell’umorismo è quella di farti accettare l’inaccettabile. L’ironia viene utilizzata come schermo in una realtà, come quella romana, in cui ti insegnano che avere una debolezza è un pretesto per subire prepotenze, rappresenta il filo rosso che collega le opere fumettistiche di Zerocalcare.

Descrivere l’incontro in una breve conclusione sarebbe impossibile, Zerocalcare e Mastrandrea, an-cora una volta, sono riusciti a lasciare il ricordo di un incontro unico, sostenuto da applausi e complimenti.


Guarda il video integrale dell’incontro: